mercoledì 15 aprile 2026

il gesto grafico

Il gesto grafico in movimento: un gioco a terra per la scuola dell’infanzia

Nella scuola dell’infanzia, il gesto grafico rappresenta una delle prime forme di espressione del bambino: un ponte tra il corpo, il movimento e il segno. Prima ancora di impugnare correttamente una matita, i bambini hanno bisogno di vivere il segno con tutto il corpo, sperimentandolo nello spazio in modo libero e creativo. Da questa prospettiva nasce l’idea di un gioco a terra che utilizza un grande foglio per esplorare il gesto grafico attraverso il movimento.

Il setting: uno spazio che invita all’azione

L’attività si realizza predisponendo un foglio di grandi dimensioni (carta da pacchi o rotolo continuo) fissato al pavimento. Lo spazio deve essere ampio e sicuro, tale da permettere ai bambini di muoversi liberamente, anche a piedi scalzi se possibile, per favorire una maggiore percezione corporea.

Su questo “foglio gigante” si tracciano inizialmente alcune linee guida semplici: rette, curve, spirali, zig-zag. Questi segni non sono vincoli, ma stimoli visivi e motori che invitano il bambino a entrare nel gioco.

Il gioco: disegnare con il corpo

I bambini vengono invitati a “percorrere” i tratti disegnati utilizzando il corpo: camminando lungo una linea, saltando da un punto all’altro, seguendo una curva con passi lenti o veloci, oppure imitando con le braccia l’andamento del segno.

Il gesto grafico si trasforma così in esperienza motoria:

- la linea retta diventa equilibrio e direzione;
- la curva suggerisce fluidità e continuità;
- lo zig-zag introduce cambi di ritmo e coordinazione;
- la spirale invita alla concentrazione e al controllo.

L’insegnante può accompagnare l’attività con musica o narrazioni (ad esempio: “seguiamo il percorso del serpente”, “camminiamo come il vento”), rendendo l’esperienza ancora più immersiva.

Dall’azione al segno: un apprendimento naturale

Dopo la fase corporea, si può proporre ai bambini di riprodurre i tratti con strumenti grafici (gessetti, pennarelli, colori a dita) sullo stesso foglio o su fogli più piccoli. In questo modo, il segno grafico non è più un esercizio astratto, ma il risultato di un’esperienza vissuta.

Il passaggio dal movimento al disegno favorisce:

- la coordinazione oculo-manuale;
- il controllo del gesto;
- la consapevolezza spaziale;
- lo sviluppo della motricità fine.

Valore educativo dell’attività

Questo tipo di gioco risponde pienamente ai bisogni dei bambini della scuola dell’infanzia, integrando corpo, emozione e cognizione. Il gesto grafico viene vissuto in modo globale, rispettando i tempi e le modalità di apprendimento di ciascun bambino.

Inoltre, l’attività promuove:

- la collaborazione (i bambini condividono lo spazio e i percorsi);
- la creatività (ogni bambino interpreta il segno a modo proprio);
- il piacere di apprendere attraverso il gioco.

Conclusione

Esplorare il gesto grafico con il corpo significa restituire al segno la sua dimensione originaria: quella di un movimento carico di intenzione e significato. Il foglio gigante a terra diventa così uno spazio di scoperta, dove il bambino può lasciare traccia di sé, prima con il corpo e poi con il segno.

Un’esperienza semplice ma profondamente significativa, capace di trasformare un gesto quotidiano in un’avventura educativa.
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martedì 14 aprile 2026

Giornata mondiale sulla consapevolezza dell'autismo


Coltiviamo l’inclusione 

Alla Scuola dell’infanzia Collodi è nata un’idea semplice ma profonda in occasione della Giornata mondiale della consapevolezza dell'autismo.

Abbiamo scelto di rappresentare l’inclusione con tanti fiori colorati, diversi tra loro ma uniti nello stesso giardino.
Ogni fiore è unico, proprio come ogni bambino, con i suoi tempi, le sue capacità, il suo modo speciale di vedere il mondo.

Il colore diventa il nostro simbolo:
non più un solo colore, ma tutti i colori insieme, perché la diversità è una ricchezza da accogliere e valorizzare.

Coltivare l’inclusione significa prendersi cura ogni giorno di questo giardino,
con gesti semplici fatti di rispetto, ascolto e gentilezza.

Perché solo insieme possiamo crescere davvero 🌈

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MOTORIA A SCUOLA

 L’attività motoria nella scuola dell’infanzia, in particolare per i bambini di 4 anni, riveste un ruolo fondamentale nello sviluppo globale della persona. Non si tratta soltanto di “muoversi” o di scaricare energia, ma di un vero e proprio strumento educativo che coinvolge corpo, mente ed emozioni.

A questa età, i bambini stanno attraversando una fase cruciale della crescita: sviluppano la coordinazione, la percezione dello spazio, l’equilibrio e la consapevolezza del proprio corpo. Attraverso il gioco motorio – come correre, saltare, arrampicarsi o lanciare una palla – imparano a conoscere i propri limiti e le proprie potenzialità. Queste esperienze contribuiscono anche allo sviluppo cognitivo, perché il movimento è strettamente collegato ai processi di apprendimento: orientarsi nello spazio, seguire percorsi o rispettare regole semplici stimola attenzione, memoria e capacità di problem solving.

Inoltre, la motricità ha un forte impatto sul piano emotivo e relazionale. I bambini, muovendosi insieme, imparano a collaborare, a rispettare i turni, a condividere spazi e materiali. Attraverso il gioco di gruppo, sviluppano competenze sociali fondamentali come l’empatia, la comunicazione e la gestione delle emozioni.

In questo contesto, il concetto di inclusione assume un valore centrale. Ogni bambino è unico, con i propri tempi, abilità e bisogni. Un’attività motoria ben progettata deve essere accessibile a tutti, valorizzando le differenze come risorsa e non come limite. L’inclusione significa creare un ambiente in cui ogni bambino si senta accolto, partecipi attivamente e abbia la possibilità di esprimersi liberamente.

Il “potere dell’inclusione” si manifesta proprio nella capacità di far sentire ogni bambino parte del gruppo. Quando un bambino si sente accettato e valorizzato, aumenta la sua autostima e la sua motivazione a partecipare. Questo ha effetti positivi non solo sull’apprendimento, ma anche sul benessere generale.

In conclusione, l’attività motoria nella scuola dell’infanzia non è un momento secondario, ma un pilastro dell’educazione. Se accompagnata da un approccio inclusivo, diventa uno strumento potentissimo per favorire lo sviluppo armonico di tutti i bambini, rispettando le loro differenze e promuovendo una crescita serena, equilibrata e condivisa.



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mercoledì 1 aprile 2026

La festa del papà

 In un’atmosfera carica di attesa e sorrisi, i bambini della sezione M della  Scuola dell’Infanzia "C. Collodi" hanno festeggiato i loro papà con uno spettacolo unico nel suo genere. Quest'anno, la tradizionale celebrazione ha lasciato spazio a un’esperienza innovativa che ha unito tecnologia, musica e coordinazione, dimostrando che anche a cinque anni si può essere dei veri "maestri del codice".  

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